Una società democratica non può esistere senza cittadini consapevoli, capaci di conoscere i propri diritti, rispettare i propri doveri e partecipare attivamente alla vita della comunità. La democrazia non è soltanto una forma di governo, ma un sistema di valori che deve essere difeso e alimentato ogni giorno. In questo percorso la legalità, la conoscenza e il confronto assumono un’importanza fondamentale, soprattutto per le giovani generazioni.
Nell’Aula Magna dell’Università, la Flc-Cgil di Messina, in collaborazione con l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi, ha organizzato un incontro dedicato ai temi della legalità, della cittadinanza attiva e del ruolo della conoscenza nella costruzione di una società democratica con la partecipazione del procuratore Nicola Gratteri.
A portare i saluti istituzionali il pro rettore Antonio Saitta che ha voluto sottolineare come “l’università sia un luogo anche fisico, dove gli studenti hanno la possibilità di confrontarsi sia tra di loro che con i docenti e sviluppare quelle tematiche che sono alla base della vita democratica”.
Anche il provveditore Leon Gonzales ha rimarcato il ruolo della scuola che “non deve sostituirsi alla famiglia ma, contribuire ad accrescere la coscienza anche critica dei giovani i quali, dovranno diventare cittadini più responsabili, attenti al rispetto delle regole, ed all’applicazione delle leggi che sono il fondamento della democrazia”.
Una democrazia vive di opinioni diverse: non significa pensare tutti allo stesso modo, ma imparare a discutere senza trasformare il confronto in odio o contrapposizione. Ascoltare chi ha idee differenti dalle nostre permette di sviluppare senso critico e di comprendere che la libertà di espressione deve essere accompagnata dal rispetto della dignità altrui.
La vera difesa della democrazia, infatti, non avviene soltanto nei momenti di crisi, ma nelle scelte quotidiane. Una società democratica è più forte quando i suoi cittadini conoscono i propri diritti, rispettano i propri doveri e non rimangono indifferenti di fronte alle ingiustizie. Per questo investire nella formazione e nella partecipazione dei giovani significa investire nel futuro della Repubblica.
Tantissime le domande che gli studenti hanno rivolto al procuratore Gratteri il quale ha voluto sottolineare come “la conoscenza rende liberi, il confronto rende consapevoli e la partecipazione rende cittadini. Sono questi gli strumenti attraverso i quali le nuove generazioni possono diventare protagoniste della costruzione e della difesa di una democrazia autentica”.
In questo quadro emerge con chiarezza il ruolo dei giovani. Essi non sono semplicemente i cittadini del futuro, ma cittadini del presente. Sono chiamati a conoscere la Costituzione, comprendere la storia della Repubblica e difendere quei valori che hanno permesso alla nostra società di costruire un sistema fondato sulla libertà, sulla giustizia e sulla dignità della persona.
Il procuratore Nicola Gratteri ha ribadito come “difendere la Repubblica non significa soltanto proteggerne le istituzioni, ma soprattutto difendere i principi che la Costituzione pone alla base della convivenza civile: democrazia, libertà, uguaglianza, solidarietà, cultura, partecipazione e rispetto della persona.
In un’epoca, ha proseguito Gratteri, “caratterizzata dalla velocità delle informazioni e dalla diffusione dei social network, la conoscenza diventa ancora più importante. Le notizie false, la propaganda, i discorsi d’odio e la disinformazione possono influenzare il modo in cui le persone percepiscono la realtà. Per questo un giovane deve imparare a verificare le fonti, confrontare opinioni diverse e sviluppare uno spirito critico. La conoscenza diventa così una vera forma di libertà”.
Il confronto, ha detto il procuratore capo di Napoli, “non deve essere visto come uno scontro. In una democrazia è normale avere idee differenti. Ciò che conta è saperle esprimere nel rispetto degli altri e accettare il dialogo. La capacità di ascoltare chi la pensa diversamente è una delle condizioni necessarie per costruire una società inclusiva e pacifica. La legalità, infine, nasce anche dalla consapevolezza. Non basta conoscere le regole: bisogna comprenderne il significato e riconoscere che il loro rispetto tutela la libertà e i diritti di tutti. Quando un giovane sceglie di non essere indifferente davanti a un’ingiustizia, quando rispetta gli altri, quando si informa prima di esprimere un giudizio e quando partecipa alla vita della comunità, sta già esercitando una forma concreta di cittadinanza attiva”.
La Costituzione, dunque, non deve essere considerata soltanto un documento da studiare a scuola. È una guida alla vita democratica e un patrimonio comune da conoscere e difendere. Conoscere la Costituzione significa conoscere i propri diritti e i propri doveri; rispettarla significa contribuire alla legalità; partecipare significa rendere viva la democrazia.
Il futuro della Repubblica dipenderà anche dalla capacità delle nuove generazioni di assumersi questa responsabilità. Per questo educare i giovani alla conoscenza, al confronto e alla partecipazione significa costruire una società più libera, più giusta e più democratica.
La democrazia, infatti, non si eredita una volta per tutte: si costruisce ogni giorno, attraverso le scelte e la responsabilità di ciascun cittadino.
